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La crisi collegata ai mutui subprime sta togliendo il sonno a più di qualche analista finanziario, non solo americano. La situazione presente sui mercati internazionali è quanto mai “in evoluzione” o “fluida”, così come amano sottolineare, di giorno in giono, i giornalisti economici. Termini che non aiutano a capire cosa stia succedendo e soprattutto quali possano essere gli scenari futuri.
A rotazione, in questi giorni, importanti esponenti del mondo economico-finanziario sono stati intervistati dai media. Alla fine l’effetto che si è avuto sull’opinione pubblica è stato (forse) anche peggiore. Nell’arco di poche ore si è passati da analisi positive a scenari a tinte fosche. E’ chiaro che, in queste condizioni, diventa difficile anche capire come muoversi sui mercati e quale sia l’investimento migliore.
“Il Foglio Legale” ha voluto sintetizzare i tre principali interventi della settimana per sottolineare come, anche di fronte ad interventi illustri (e a carattere politico), è meglio puntare sui professionisti, sui consulenti presenti da anni sui mercati (immobiliare e finanziario). Persone che hanno il polso della situazione e che sanno correggere (ove possibile) l’errore d’impostazione del piccolo/medio investitore. Ai lettori il commento e il giudizio finale!
L’intervento di Ben Bernanke (presidente della FED): “Le insolvenze saliranno”
''Le insolvenze sui mutui sono destinate a crescere ancora'', lo ha scritto
Ben Bernanke, presidente della FED (Federal Reserve), nel testo consegnato per l'audizione alla Commissione servizi finanziari della Camera Usa.
''Nei primi due trimestri di quest'anno siamo a 320 mila insolvenze (oltre la metà
legati a mutui subprime) rispetto alla media di 250 mila dei precedenti sei
anni''. Il presidente della FED ha spiegato come le attuali turbolenze finanziarie
abbiano reso più incerto il quadro macro-economico e le prospettive di
crescita. Il recente taglio dei tassi di interesse va inteso, pertanto, come un modo
per contrastare certi effetti negativi della crisi.
La maggiore rischiosità dei finanziamenti ad alto rischio, erogati in modo massiccio tra
fine 2005 e nel 2006, ha creato grossi problemi. C’è un trend
preoccupante di default che "matura dopo appena uno o due pagamenti in
ritardo delle rate". In ogni caso Bernanke ha ribadito che "le conseguenze della crisi
dei mutui, in termini di perdite sui mercati finanziari mondiali, hanno
superato anche le nostre previsioni più pessimistiche".
Il rischio da scongiurare è quello di veder aumentare l'avversione al
rischio dei risparmiatori, specie nei confronti dei veicoli d'investimento
più complessi e meno trasparenti. Se da un lato le perdite subprime fanno salire "i dubbi sulla crescita" dell'economia Usa,
dall'altro la FED è pronta a prevenire "nuovi problemi" che potrebbero
essere generati dal comparto dei mutui, attualmente "in una fase di rapida
correzione”.
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